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Oltre il 90% delle donne soffre di problemi linfatici e di ritenzione idrica che sono oltretutto una delle cause principali della formazione di cellulite.

La ritenzione idrica, esclusa quella conseguente a gravi patologie quali disfunzioni cardiache o renali, ormonali o conseguenti a forme allergiche severe, è spesso imputabile ad uno stile di vita scorretto, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici. Il gonfiore, come conseguenza al trattenimento di liquidi, è da considerarsi infatti per moltissime donne una problematica praticamente quotidiana che tende ad accentuarsi nel periodo pre e mestruale.

È importante precisare comunque che spesso si attribuisce erroneamente il sovrappeso alla ritenzione idrica, perdendo di vista il fatto che il contributo della stessa nell’aumento del peso corporeo è relativamente marginale.

E’ altrettanto vero che è il sovrappeso a rallentare la diuresi e a favorire il gonfiore. Ne deriva che un fattore determinante nel contrastare l’insorgenza della ritenzione idrica è una corretta alimentazione sia dal punto di vista quantitativo che tenda a mantenere il soggetto nel peso forma che qualitativo, scegliendo una strategia atta a mantenere gli equilibri idrici.

Attraverso un’analisi tricompartimentale è possibile valutare correttamente lo stato di idratazione del soggetto e definire se gli eventuali fluidi extracellulari ECW sono da attribuire a ritenzione idrica oppure semplicemente da considerare come “fluidi di sostituzione” (scarsa BCM massa cellulare).

Un soggetto di sesso femminile “ben nutrito” dovrebbe avere almeno una BCM non inferiore al 30% (rispetto al peso corporeo) e se correttamente idratato dovrebbe avere una percentuale di ECW prossima al 40% (ECW% circa 40% della TBW acqua totale).

Pertanto in condizioni nutrizionali non ottimali BCM < al 30% (nelle donne) i fludi extracellulari in eccesso potrebbero in realtà essere fisiologici e quindi “di sostituzione”.
In tali condizioni un corretto programma nutrizionale abbinato ad una adeguata attività fisica consentirà di correggere il deficit nutrizionale riequilibrando nel tempo stesso lo stato di idratazione.

Nel caso invece il soggetto abbia un valore di BCM nella norma:  BCM > /= 30% (nelle donne) i fludi extracellulari in eccesso potrebbero rappresentare una reale ritenzione idrica.

    

Il compartimento metabolicamente attivo BCM è fondamentale per discriminare l’eventuale presenza di ritenzione idrica.

 

 

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